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ARCIDIOCESI DI CAPUA

Il Sinodo sulla famiglia secondo Francesco

 

“Famiglia, matrimonio e sessualità”

Sono iniziate  le consultazioni del Popolo santo di Dio proponendo, a livello parrocchiale, il questionario  articolato in 38 domande, suddivise in vari capitoli. Sulle risposte verterà il confronto a livello foraniale; successivamente esse saranno utilizzate dall’Ufficio Famiglia per elaborare un documento conclusivo da consegnare all'Arcivescovo. Una prima novità che viene dalla segreteria del Sinodo è stato l'invito ai Vescovi di diffondere in tutte le comunità il questionario perché arrivi allo stesso Pontefice il senso autentico delle risposte provenienti dalle comunità parrocchiali e diocesane. Le domande riguardano i problemi veri di sempre e anche quelli specifici di oggi, con i cambiamenti che - nel settore di famiglia e sessualità – sembrano ogni giorno accrescersi. A tal proposito - nella conferenza stampa durante la quale il documento è stato inviato a tutti i vescovi - mons. Baldisseri ha detto: "Dunque dal Papa ai vescovi, dai vescovi ai parroci, dai parroci ai fedeli tutti, per conoscere le loro risposte, le loro esigenze, le loro riflessioni in merito a tutti – tutti! – i problemi sollevati dalla realtà attuale, non solo nessuno escluso, ma esplicitamente tutti ricordati uno per uno. La Santa Sede vuole conoscere la realtà effettiva che viene vissuta dai fedeli e da tutti coloro che hanno contatto con la realtà ecclesiale, sia all’interno di essa che all’esterno, ma in relazione con essa…"
La Chiesa di Francesco dedicherà i due prossimi Sinodi dei Vescovi a “Famiglia, matrimonio e sessualità”. La notizia in sé non fa scalpore dato che il Papa, così facendo, s’immette nel percorso tracciato, da più di 30 anni, dalla Chiesa che vuol confrontarsi con il pensiero del tempo corrente su temi di grande attualità quali, ad esempio, uomini e donne, sessualità e costumi morali, materia e spirito, eros e dintorni. Quello che, invece, meraviglia è il modo - del tutto nuovo - con il quale questi due Sinodi vengono proposti dalla Santa Sede alla Chiesa e al mondo. In primis, è rivoluzionario il fatto che una specie di Questionario è stato inviato a tutti i vescovi con l’incarico di diffusione a tutte le comunità delle loro Diocesi: 38 domande articolate in vari capitoli le cui risposte devono essere comunicate - in tempo reale e in forma autentica - alla Segreteria del Sinodo e, quindi, in qualche modo allo stesso Papa.
Altra novità: dentro le domande ci sono i problemi veri, i problemi di sempre, ma anche quelli specifici di oggi, con i cambiamenti che sembrano accrescersi, ogni giorno, nel settore di famiglia e sessualità, tutti i problemi sollevati dalla realtà attuale, ricordati esplicitamente uno per uno. Pertanto, c’è veramente l’interesse a conoscere - così come ha detto mons. Baldisseri nel presentare il documento inviato a tutti i vescovi - la realtà effettiva che viene vissuta dai fedeli e da tutti coloro che hanno contatto con la realtà ecclesiale, sia all’interno di essa che all’esterno. Qualcuno potrebbe obiettare che tentativi simili da parte della Santa Sede nel corso degli anni sono stati già attuati… Certo, questo è vero, ma il discorso sulle tematiche in questione è sempre rimasto nel generico. Un esempio?  Nel corso del Concilio la discussione sui temi del matrimonio, famiglia e sessualità creò ben presto una spaccatura all’interno dell’Assemblea conciliare per cui  Paolo VI si vide costretto a troncare la discussione tra i vescovi, attribuendo a sé ogni futura considerazione. Allora neppure ai Padri conciliari fu consentito di interrogarsi in Aula, oggi invece sui diversi  temi viene chiesto ai Vescovi di interrogare ed ascoltare anche i fedeli laici e, persino, i non credenti senza escludere alcuno. Questa è la vera novità: con i due Sinodi, voluti da papa Francesco, si apre una discussione aperta e approfondita su matrimonio, famiglia e sessualità nel suo complesso significato; novità è anche chiedere che le risposte e le osservazioni - presentate a tutti i vescovi del mondo dalle comunità diocesane e parrocchiali - siano riferite in modo puntuale e fedele: in tal modo ciò che arriva da ogni “periferia” della Chiesa sarà ascoltato e rispettato dal suo “centro”. Così facendo la Chiesa – come molti obiettano – sta cedendo alla democrazia? Non è questo lo spirito che ha spinto papa Francesco a volere i due Sinodi. Viva e vera è la volontà di ascolto e di riferimento, estesa a tutti, per rendere chiara la situazione reale che si vive negli ambiti della famiglia e della sessualità, due problematiche fortemente e drammaticamente sentite anche al di fuori della Chiesa. Il metodo dei prossimi due Sinodi - voluto da Papa Francesco e comunicato a tutto il mondo – è veramente innovativo: si tratta in fondo di mettere, nelle mani di tutto il popolo santo di Dio,  il  futuro, avendo piena coscienza di fedeltà al mandato del Signore. Insomma, anche per quanto riguarda i due Sinodi le due parole d’ordine saranno: semplicità e chiarezza, le due parole che - sin dal primo momento - hanno caratterizzato il pontificato di papa Bergoglio. Questo sarà il volto della nuova realtà di Chiesa del terzo millennio, una Chiesa sempre uguale e sempre diversa, una Chiesa sempre giovane che si lascia guidare dallo Spirito, l'autore della gioia, il Creatore della gioia.
 

 

puoi scaricare il questionario in formato pdf