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| 17 settembre | SAN ROBERTO BELLARMINO | vescovo e dottore della Chiesa |
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Nato a Montepulciano nel 1542 da una ricca e numerosa
famiglia toscana e nipote di un papa (sua mamma era sorella di Marcello
II), Roberto Bellarmino nel 1560 entrò nella Compagnia di Gesù,
rinunciando a qualunque speranza di carriera umana. Eppure andò molto
lontano. Studiò teologia a Padova e a Lovanio e nel 1576 divenne primo
titolare della cattedra "de controversiis", cioè di apologetica o difesa
dell'ortodossia cattolica all'Università Gregoriana, che in quell'epoca
si chiamava Collegio Romano. In quegli anni tra i suoi alunni ci fu S.
Luigi Gonzaga. Nominato Cardinale e Arcivescovo di Capua nel 1599,
probabilmente per tenerlo lontano da Roma nel momento culminante della
controversia sulla grazia, alla morte di Clemente VIII potè tornare
nella città di Pietro, dove esercitò un grande influsso come teologo
ufficiale della Chiesa, con la sua dottrina e con l'esempio della sua
carità e semplicità di vita, che la gente ammirava. Scrisse molte opere
esegetiche, pastorali e ascetiche; fondamentali per l'apologetica sono i
voluminosi libri De controversiis. |
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Dal trattato "Elevazione della mente a Dio"
di San Roberto Bellarmino, vescovo.
Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei
pieno di misericordia con chi ti invoca " (Sal 85, 5); chi non ti servirà con
tutto il cuore, dopo aver cominciato a gustare anche per poco la dolcezza della
tua paterna signoria? Che cosa comandi, Signore, ai tuoi servi? " Prendete,
dici, il mio giogo sopra di voi " (Mt 11,29). E quale è il tuo giogo? " Il mio
giogo", dici, " è dolce e il mio carico leggere " . Chi non porterà molto
volentieri un giogo che non stringe, ma accarezza, e un peso che non opprime, ma
solleva? Perciò giustamente hai aggiunto: " E troverete ristoro per le vostre
anime". E qual è questo tuo giogo che non affatica, ma riposa? Sicuramente il
primo e più grande comandamento: " Amerai il Signore Dio tuo con il cuore" Che
cosa vi è di più facile, di più soave e dolce, che amare la bontà, la bellezza e
l'amore? E tutto questo sei tu, Signore mio Dio. Sì, è veramente grande la
ricompensa per l'osservanza dei tuoi comandamenti. Quel primo e più grande
comandamento è vantaggioso per l'uomo che obbedisce più che per Dio che comanda.
Ma ogni altro comandamento di Dio perfeziona colui che obbedisce, lo eleva, lo
istruisce, lo illumina, infine lo rende buono e beato. Perciò se hai saggezza,
comprendi che sei creato per la gloria di Dio e per la tua eterna salvezza.
Questo è il tuo fine, questo il centro della tua anima, questo il tesoro del tuo
cuore. Se raggiungerai questo fine sarai beato, se ti allontanerai da esso sarai
infelice. Perciò stima vero bene per te ciò che ti conduce al tuo fine, vero
male ciò che te lo fa mancare. Avvenimenti prosperi o avversi, ricchezze e
povertà, salute e malattia, onori e oltraggi, vita e morte, il sapiente non deve
né cercarli né fuggirli per se stessi. Ma sono buoni e desiderabili solo se
contribuiscono alla gloria di Dio e alla tua felicità eterna. Sono cattivi e da
fuggire se la ostacolano.
Il corpo si venera dal 1923 nella terza cappella
di destra di S. Ignazio di Loyola a Campo Marzio. Le ossa ricomposte, legate con
fili d’argento, ricoperte da abiti cardinalizi, il volto e le mani ricoperti
d’argento, sono visibili sotto l’altare a lui dedicato. Alla morte fu deposto
nella cripta della casa professa e, dopo un anno, nel sepolcro nel quale era
stato il corpo di S. Ignazio. Nato a Montepulciano il 4 ottobre 1542 morì a Roma
il 17 settembre 1621. L’eroicità delle sue virtù furono decretate nel 1920, dopo
tre anni si ebbe la sua beatificazione; fu canonizzato il 29 giugno del 1930 e
dichiarato Dottore della Chiesa Universale il 17 settembre 1931.
M.R.: 13
maggio - San Roberto Bellarmino, della Compagnia di Gesù, Cardinale e già
Vescovo di Capua, Confessore e Dottore della Chiesa, il cui giorno natalizio si
celebra il diciassette Settembre.